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Gli ottoni nel mondo dell’ arte

Gli ottoni esercitano un fascino particolare su tutti coloro che amano gli strumenti musicali. La loro storia abbraccia epoche nelle quali essi hanno svolto un ruolo di scarso rilievo musicale, ma determinante per la sopravvivenza umana, e altre nelle quali hanno raggiunto un livello artistico davvero considerevole.

Nel mondo antico corni e trombe erano già utilizzati nella caccia e in battaglia, i primi esemplari erano in materie naturali (corni d’animale e rami cavi) e successivamente costruiti in metallo. Quando inizieranno ad essere utilizzati per fare musica incomincia un lungo processo di trasformazione che li porterà alla forma e al funzionamento attuali.

Gli ottoni sono stati anche frutto di tante rappresentazioni artistiche e figurative da parte di tanti pittori, scultori ed artisti. Nell’ambiente accademico e della ricerca, l’iconografia musicale rende da sempre un prezioso servizio all’organologia, alla storia dei repertori e delle tecniche esecutive.

A partire dall’alto medioevo varie tipologie di strumenti (a corda sia sfregata sia pizzicata, a fiato ed anche a percussione) incominciano ad apparire al fianco delle tradizionali trombe.

Gli artisti medioevali e moderni nelle loro opere introdussero gli Angeli quali creature celesti di suprema bellezza nei sereni e composti atteggiamenti di adoranti o di musicanti o di danzanti, o quali creature inviate da Dio in mezzo agli uomini per annunziare loro i suoi messaggi o per accompagnarli e custodirli nel cammino della vita.

Temi come la gloria, l’estasi e le visioni si moltiplicano e si diffondono in maniera significativa caratterizzandosi per un uso innovativo di tutto un repertorio retorico di gesti e figure dove anche la presenza della musica, della sonorità di particolari ensemble strumentali, ha un suo utilizzo mirato. Ed è proprio a partire dai primi anni del Seicento, infatti, che la raffigurazione della musica trascende la tradizione iconografica dei secoli precedenti proponendosi di assolvere oltre che una funzione figurativa tradizionale anche un ruolo di supporto sonoro del momento dipinto. Il tutto con una scelta ben aggiornata sul reale (e a volte innovativo) strumentario musicale del periodo.

In alcune opere di arte religiosa compare anche il giglio ritenuto simbolo della Passione di Cristo sulla croce e della Santa Rinascita nella primavera della Pasqua Cristiana e a volte affiancato alla rappresentazione della tromba dell’Arcangelo Gabriele che gioioso annuncia la Resurrezione per la sua forma di cono.

Il giglio bianco inoltre, sinonimo di innocenza e purezza venne inserito in numerosi quadri per rappresentare la Madonna e l’Angelo dell’Annunciazione per la nascita di Gesù.

 

“Gli strumenti musicali sono stati privilegiati dagli artisti di ogni periodo storico soprattutto perché portatori di significati di profondo valore simbolico, che vanno molto al di là dell’elemento musicale” – Rudolph Hopfern

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