Il tradizionale canto natalizio

Tra Arte e Musica : Quadri da un’esposizione
4 Dicembre 2016
Gli ottoni nel mondo dell’ arte
13 Dicembre 2016
Show all

Il tradizionale canto natalizio

Il Natale si festeggia in tutto il mondo: in ogni paese, tutti i popoli, cristiani e non cristiani, nel mese di dicembre celebrano feste di pace, di fratellanza, di gioia e di prosperità, ciascuno secondo la propria cultura e le proprie tradizioni. E questo succede fin dai tempi più antichi.

In concomitanza con il solstizio d’inverno un lungo periodo di festeggiamenti onorava il “rinascere” del sole: le giornate cominciavano ad allungarsi, segnando il lento percorso verso la primavera, con l’augurio e la speranza di raccolti copiosi e di cibo per tutti. Così gli antichi Egizi festeggiavano la nascita del Dio Horus, i Greci quella del Dio Dioniso, gli Scandinavi quella del Dio Frey. I Romani celebravano Saturno, dio dell’agricoltura, con grandi feste in cui amici e parenti si scambiavano doni.

I Cristiani sostituirono i riti pagani con la festa della nascita di Gesù, figlio di Dio, portatore di pace e di salvezza per tutta l’umanità, mantenendo delle antiche tradizioni lo spirito di gioia e di speranza che la luce divina porta in ogni cuore.

Il canto natalizio, anche chiamato canto di Natale o canzone natalizia, è un genere musicale che tratta come argomento principale il Natale.

È più storicamente attendibile che le origini dei canti natalizi siano identificabili nei canti che nel VII secolo le campagne veneziane, bergamasche, napoletane e sarde intonavano a Gesù Bambino.

Questi canti uscirono ben presto dalla sfera “rurale” e furono accolti come tradizione da quei compositori che, per le funzioni nel periodo dell’avvento, cominciarono a scrivere canzoni natalizie con testo in latino. Ovviamente questi non entrarono nella tradizione popolare in quanto non comprensibili da un popolo praticamente analfabeta.

Disagi, questi, che vennero poi risolti da San Francesco D’Assisi e dai suoi Presepi Viventi, dove gli attori raccontavano la storia della natività attraverso canti, per lo più in lingua volgare.

Sicuramente questo aumentò il fenomeno e diede modo ad altri compositori di scrivere le laudi, canti dedicati a Gesù Bambino che nelle processioni natalizie del XII e XIII secolo venivano intonati nell’Italia centrale.

Da qui, la tradizione fu mantenuta viva dai canti intonati per le strade e durante le funzioni.

Questi canti entrarono, in realtà, nella cultura moderna quando alcuni compositori durante il XVII secolo, tra cui su tutti Bach con il suo Oratorio di Natale, scrissero composizioni pastorali ovvero con temi inerenti alla cultura delle campagne.

Da San Francesco in poi, i canti di Natale attraversarono periodi di varia popolarità, raggiungendo l’apice durante l’Epoca Vittoriana, quando William Sandys e David Gilbert attraversando l’Inghilterra iniziarono a raccogliere e a catalogare vari inni e canti che si erano tramandati nelle campagne.

Il risultato fu “A Collection of Ancient Christmas Carols, with the tunes to which they were formerly sung in the West of England‘, (conosciuto anche come “Some Ancient Christmas Carols”).

Questa raccolta rappresenta l’apice della popolarità dei canti natalizi (di essa fa parte per esempio la celeberrima We wish you a merry Christmas) specialmente nella cultura anglosassone.

In seguito, piccoli cori aiutarono la fama di questa tradizione intonando le tante canzoni natalizie tra le strade delle città più importanti d’Europa, portando sempre più persone ad associare queste melodie al Natale.

Tra i canti natalizi più popolari si trovano “Tu scendi dalle stelle”, “Adeste Fideles”, “Stille Nacht” e la sua versione italiana “Astro del ciel”, “Jingle Bells” e “O tannenbaum”.

In epoca moderna la tradizione di comporre canzoni natalizie ha continuato a caratterizzare ed ispirare autori di tutto il mondo.

 

Translate »